Balter

La campagna è sempre stata la vera passione di Francesco Balter, padre di Nicola e Barbara. In principio essa veniva coltivata per conferire le uve prodotte ad altre cantine; è poi nel 1990 che arriva la svolta. Francesco e i figli decidono di investire e creare una propria cantina interrata sotto il vigneto alle spalle del castelliere, per non alterare l’ambiente cinquecentesco e per agevolare il lavoro che da quel giorno sarebbe cominciato. Oggi Nicola e i suoi figli, Giacomo e Clementina, seguono operativamente ogni fase: dalla cura della vigna in campagna, alle tecniche produttive in cantina, dall’amministrazione all’accoglienza dei visitatori. La torre cinquecentesca venne costruita con lo scopo di avvistamento e trasmissione delle comunicazioni tra i castelli. Negli anni a seguire venne aggiunta una seconda torre, questa volta quadrata e differenza della prima che è tonda. Le due vennero unite creando così un’unica struttura a scopo militare. Fu con il tempo che vennero introdotti stalla, fienile ed orto passando da scopi militari a mezzadria.

È nel 1872 che l’antenato Francesco Balter acquista la proprietà, gestita successivamente dai fratelli Attilio e Francesco, ripristinata una prima volta dopo il primo conflitto mondiale (medaglia d’argento del Ministero dell’Agricoltura) ed una seconda volta in terza generazione dal figlio Francesco, laureato in Scienze Agrarie, dopo il secondo conflitto mondiale in quanto situata in terra di confine ed utilizzata dalle truppe tedesche come contraerea (FLACK) data la posizione strategica dominante sulla Vallagarina, allora territorio austriaco. A seguito del matrimonio con Lucia Colombo nel 1949, per scelte famigliari, Francesco assume la conduzione di un’attività commerciale nel campo dei tappeti, moquette, pavimentazioni varie, rimanendo la sua passione agricola ancorata alla sola conduzione dell’azienda familiare.

Dopo il 1965, in seguito alla trasformazione della proprietà da mezzadria a conduzione diretta, le vigne vennero reimpiantate con criteri di razionalità tecnica e geometrica, tanto da realizzare un vigneto definito “giardino”, le cui uve venivano vendute o conferite a diverse Cantine di vinificazione. Da quel momento in poi la cura dei vigneti è in continuo e costante sviluppo. È poi nel corso degli anni ’80 che venne maturata l’idea della costruzione della cantina di proprietà realizzata definitivamente nel 1990. La stessa venne costruita interrata sotto il vigneto alle spalle del Castelliere per un integrazione perfetta con l’ambiente circostante. Dopo pochi giorni dall’inizio degli scavi venne trovata una bomba americana non esplosa ad appena 11 metri dalla struttura. Si attese quindi il disinnesco della stessa per poter finalmente procedere con il progetto. Dopo qualche mese di lavoro la cantina fu ultimata ed ebbe inizio la nuova avventura.

La campagna dei Balter si trova a 350 m di altitudine sulla cima della collina alle spalle della città di Rovereto. I dieci ettari di vigneto sono tutti accorpati e un antico muro a secco definisce l’originale proprietà della struttura. La posizione è ottimale per la produzione viticola in quanto, pur trovandosi in altura gode di una situazione pianeggiante agevolando così il lavoro in campagna. L’esposizione a sud dei vigneti permette loro di godere dei raggi del sole dal mattino fino al tramonto senza l’ostruzione delle montagne circostanti. L’azienda si trova infatti nel mezzo della Vallagarina, ampia valle nella parte meridionale del Trentino, la quale inoltre beneficia quotidianamente dell’influsso del vicino Lago di Garda grazie al vento che ogni pomeriggio risale la valle soffiando da sud a nord, l’Ora del Garda. I vigneti originariamente più incentrati su varietà rosse quali Cabernet Sauvignon e Schiava nel tempo hanno visto l’introduzione di vigneti a bacca bianca. Nel corso degli anni si sono succedute diverse varietà arrivando alla definizione attuale in essere dagli anni ’90 con il mantenimento di vecchi vigneti e l’introduzione in quegli anni di altri. Oggi le attenzioni sono rivolte a Chardonnay e Pinot Nero utilizzati per la produzione del metodo classico, Lagrein, Merlot e Cabernet Sauvignon per i vini rossi e Sauvignon per il bianco.

La tipologia di allevamento vede l’accostarsi della tradizione trentina con le tecniche francesi. Troviamo infatti la Pergola Trentina per circa metà della campagna mentre per l’altra metà gli impianti sono stati modificati ed infittiti negli anni ’90 con l’introduzione del sistema di allevamento a spalliera (guyot e cordone speronato). Le principali motivazioni di tale scelta furono il maggior godimento e conseguente beneficio del calore del terreno sulla pianta, permettendo così di anticipare naturalmente la maturazione del Cabernet Sauvignon di circa dieci giorni; la seconda motivazione fu la volontà di incrementare la qualità delle proprie uve in quanto da quel momento sarebbero state vinificate in proprio e non più conferite. Si andò infatti ad infittire i vigneti inserendo un filare al centro di due già esistenti, duplicando praticamente il numero di piante per ettaro e si mantenne la produzione per ettaro costante. È facile intuire che ogni pianta oggi come allora viene curata di modo da limitare di molto la sua produzione potenziale, dando così grappoli concentrati e succosi. L’investimento per mettere in pratica tale scelta fu impegnativo e comportò la dotazione aziendale di macchinari che potessero lavorare tali vigneti. Il sesto di impianto è infatti di 1×1 m permettendo così ad avere fino a 10.000 piante per ettaro i cui grappoli si trovano a circa 40 cm da terra.

Pubblicato da ilcantinieresommelier

Sono Pasquale Astuto, sono un Sommelier Ais (Associazione Italiana Sommelier) e il creatore della pagina Facebook e del Blog Il Cantiniere Sommelier, il cui nome nasce dalla mia esperienza presso varie cantine, come Cantiniere e nel servizio come Sommelier. Il mio obiettivo è far conoscere il mondo del vino, in tutte le sue fasi dalla vigna al calice, utilizzando un linguaggio comprensibile a tutti, anche chi non è del mestiere.

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